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LA MINACCIA DI PYONGYANG, ‘RIDURREMO L’AMERICA IN CENERE’. TRUMP AVVERTE: ‘CAMBIATE STRADA’

AMMONIMENTO DA PECHINO: BASTA CON LE DIMOSTRAZIONI DI FORZA. AFFONDO TRUMP SU CINA, INDAGINE SU PRATICHE COMMERCIALI PER PRESUNTO FURTO TECNOLOGIA E PROPRIETA’ INTELLETTUALE 

Il presidente americano Donald Trump lancia una stretta sulle politiche commerciali della Cina, aumentando cosi’ la pressione su Pechino per la Corea del Nord. Il presidente americano – affermano fonti dell’amministrazione – firmera’ lunedi’ un ordine esecutivo chiedendo di valutare l’apertura di un’indagine sulla Cina per il presunto furto di tecnologia e proprieta’ intellettuale. 
Ancora venti di guerra fra Stati Uniti e Corea del Nord, con Pyongyang che accusa il presidente americano Trump di portare sull’ orlo di una guerra nucleare e promette di ‘spazzare via gli Usa dalla faccia della terra’. Una risposta a tono arriva da Washington, che lancia un nuovo altola’ invitando il leader Kim Jong Un a stare attento a non agire incautamente, perche’ le misure militari Usa sono allestite e pronte a colpire, e augurandosi che Kim trovi un’ altra strada. Monito da Mosca e Pechino sul rischio di un confronto militare, e con Berlino che dice no alla retorica dell’escalation, mentre le tensioni fanno paura alle borse. Telefonata tra il presidente Usa e Xi: no a retorica o azioni rischiose, chiede il leader cinese. Tokyo ha schierato intanto i missili intercettori.

Sempre alta la tensione fra Stati Uniti e Corea del Nord, mentre Pechino rinnova l’invito alla moderazione di fronte al duro scontro in atto, e chiede alle parti un impegno a smetterla di mostrare i muscoli. Ma mentre la crisi coreana influenza negativamente anche i mercati borsistici, Pyongyang torna all’attacco accusando il presidente americano Trump di portare sull’orlo di una guerra nucleare e promettendo di ‘spazzare via gli Usa dalla faccia della terra’. Una risposta a tono arriva dallo stesso tycoon, il quale lancia un nuovo altola’ invitando il leader Kim Jong Un a stare attento a non agire incautamente, perche’ le misure militari Usa sono allestite e pronte a colpire, e augurandosi che Kim trovi un’ altra strada. Mosca rafforza i suoi sistemi anti-aerei nelle aree vicine alla Corea del Nord.

Dopo avere detto, in un tweet, che le “soluzioni militari” sono pronte e “cariche” contro la Corea del Nord, Donald Trump ha rilanciato un altro vecchio cinguettio del comando delle Forze armate degli Stati Uniti responsabile per l’area dell’oceano Pacifico. In esso il presidente americano richiama al fatto che i caccia Usa a Guam – l’isola nel Pacifico minacciata da Pyongyang in quanto territorio americano – sono a realizzare la missione #FightTonight (combattere questa notte) nel caso in cui gli fosse stato ordinato di procedere. Nel link a cui rimanda il tweet si spiega che due caccia americani il 7 agosto scorso si erano uniti a quelli sudcoreani e giapponesi per una missione da 10 ore partita da Guam e proseguita nello spazio aereo prima del Giappone, poi della penisola coreana e della Corea del Sud. “Il modo in cui facciamo training è il modo in cui combattiamo e più ci interfacciamo con i nostri alleati più siamo pronti per combattere questa notte”, spiegava un pilota così come si legge sul sito del comando nel Pacifico. Il comandande Daniel Diehl aveva aggiunto che “come dimostrato oggi, le nostre forze aeree sono pronte a combattere”.

Il rischio che la conflittualita’ tra Pyongyang e Washington si trasformi in guerra e’ molto alto. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. “I rischi sono molto alti: sono state espresse minacce dirette sull’uso della forza. In questi casi, quando si arriva a questo punto, il primo passo per evitare il peggio deve essere fatto da chi e’ piu’ forte e intelligente” ha detto Lavrov.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha criticato con forza le rinnovate minacce contro la Corea del Nord da parte del presidente americano Donald Trump dopo l’ultimatum di Pyongyang, che ha ipotizzato un’azione militare dimostrativa contro la base americana di Guam. ‘Una escalation del linguaggio e’ una risposta sbagliata’, ha affermato Merkel, stigmatizzando la possibilita’ di soluzioni militari che ‘non sono adeguate. Vi e’ invece bisogno di un lavoro costante, come abbiamo visto all’interno del consiglio di sicurezza dell’Onu’. Merkel ha aggiunto che ci deve essere soprattutto una collaborazione molto stretta tra i Paesi coinvolti, in particolare Usa e Cina. ‘La Germania collaborera’ intensamente per possibili soluzioni non militari’, ha concluso Merkel.

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